venerdì 5 novembre 2010

Come sarà organizzato il blog ovvero VONGOLE AL RAMERINO

Ho pensato a lungo a come avrei organizzato il blog: antipasti, primi piatti, secondi ecc ed invece miracolo della tecnologia c'è un gadget che trovere sulla vostra vostra destra in alto che dice CERCA NEL BLOG. Perciò, niente organizzazione. Voi avete in frigorifero CAROTE??? Digitate li la parola e se delle carote vorranno sbucare da qualche ricetta avrete risolto il problema.
Sono molto soddisfatta quando trovo delle soluzioni facili e risolvono una situazione solo apparentemente complicata.


 
La condition humaine (1933) - Magritte


...Questo mi fa venire in mente le deliziose

VONGOLE AL RAMERINO

Dopo che voi avrete provato questa ricetta vi innamorerete di questo blog e non potrete più farne a meno...ne sarete assolutamente dipendenti!

Comprate dal vostro pescivendolo di fiducia delle belle (e mi raccomando belle) vongole veraci.
Un bel sacchettino ci mangiate in due VONGOLE AL RAMERINO CON SPAGHETTI in quattro SPAGHETTI CON VONGOLE AL RAMERINO.
Altrimenti vanno bene anche come antipastino servito tiepido dove inzuppare un po' di pane toscano fresco (e scusate per me non ne esistono altri. Sono giunta a questa conclusione dopo i miei viaggi e dopo aver abbandonato la terra Toscana 5 anni fa.)

A questo punto prendete una bella padella con i bordi alti, capiente, avvolgente. Un posto che potrà accogliere le vostre vongole ed i vostri spaghetti ( preferibilmente trafilati al bronzo).

Versateci del buon olio extravergine toscano da cucina ( si perchè quello per condire è un'altra storia, magari ne parliamo un'altra volta). Accendete il fuoco e appena capite che si scalda aggiungete due spicchi d'aglio in camicia grandini, altrimenti quattro piccoli. Accompagnateli in questo viaggio con del ramerino rigorosamente fresco, il cui colore si esalterà a contatto con l'olio.
Vi chiederete cos'è il ramerino. Nient'altro che il rosmarino. E' uno strascico medievale della lingua toscana...però che fascino nel conservare questo segreto.

Non dimentichiamo le vongole che avrete avuto cura di sciacquare bene. Io suggerisco di tenerle un po' nell'acqua in una zanella dove avrete avuto cura di adagiare un piatto fondo rovesciato. Per qualche alchimia fisica la sabbia andrà proprio sotto il piatto. Ripetete questa operazione tutte le volte che riterrete necessario.
Versatele nella vostra teglia dove l'aglio starà allegramente imbiondendo e la vostra cucina si inizierà a inebriare di quell'odorino inconfondibile.
Mescolate il tutto con un mestolo di legno e poi coprite con un coperchio.
Adesso avete quindici minuti per fare altro. Bevete un bicchiere di vino, leggete un'altro blog di cucina,  ascoltate una bella canzone, sognate ad occhi aperti.
Trascorso questo tempo alzate il coperchio. Vapooooooooooooooooooreeeeeeeeeeeee profumatooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!I vostri pori si apriranno davanti a questo profumo incantato in cui la terra e il mare si uniscono per regalarvi una sinfonia perfetta.
Guardate che il sudore prezioso delle vongole sia custodito sul fondo.

Il piatto è pronto. Io non lo salo (gusto personale) nè tanto meno lo pepo (vedi prima).

Se volete potete servirlo come antipasto altrimenti cuocete i vostri spaghetti e versateli umidi nella teglia con le vongole. Lasciate cuocere gli spaghetti nell'umido delle vongole e col loro umido amidoso. Ne verrà una cremina da versare sui piatti sporzionati.

Dopo che avrete provato le VONGOLE CON IL RAMERINO non le cucinerete mai più con il prezzemolo. Parola d'onore.

Il giuramento degli Orazi (1784), Jacques-Louis David






giovedì 4 novembre 2010

Ho capito il perchè del mio blog.

Nasce il mio blog.
Mi ci è voluto un po' di tempo: scegli la foto giusta, i colori che mi piacciono, testo giustificato, courier come font. Insomma tutto ciò che riguarda l'estetica. Ancora non sono convinta, però ho deciso di partire. Il motivo molto semplice è perchè ho capito di cosa avrei parlato.
Il che non è poco considerato che in teoria ci sarà una platea che mi ascolterà. L'argomento non è da trascurare.
Cominciamo da dove è iniziata la mia elucubrazione.
Ho fatto mente locale su tutto quello che professionalmente sono stata. Farò un semplice elenco. Come ho fatto io nella mia testa, quella notte che non riuscivo a dormire, ma che non volevo lasciare il tepore del letto.
La camera di Van Gogh ad Arles (1888) - Vincent Van Gogh
Non è importante sapere cosa sono adesso, al momento che scrivo. 
E' stato però molto divertente fare un excursus mentale di quello che sono stata e che un po' di me sarà per sempre. Perchè comunque quel percorso mi ha portato ad essere questo: una persona rispettabile con un codice fiscale, un tostapane, un'assicurazione sulla vita. Insomma un'ordinaria tra tanti. Senza aggiungere niente di negativo a quello che tale sostantivo potrebbe portare nell'immaginario collettivo.
Campbell's Soup Can (1964) - Andy Wahrol

Sono stata pagata per essere (e senza necessariamente rispettare l'ordine dei lavori svolti):
  • baby sitter, ed ero così giovane che non si capiva chi era il baby
  • ripetizioni per i bambini e ragazzi testoni
  • hostess congressuale presso convegni di medici cardiologi (particolarmente arrapati)
  • modella per un pittore iraniano pelato
  • lavapiatti per banchetti da 1000 persone
  • voce guida per una carta telefonica (prima troppo sexy, poi meno seriosa, poi troppo metallica, poi ce l'ho fatta)
  • cameriera in una pizzeria con un rampa di 20 scalini altissimi che regolarmente salivo con 6 pizze in mano fino a che una focaccia con bresaola e rucola non si è infilata nella schiena di un commensale
  • cameriera in un ristorante très chic condotto da un anfitrione esaltatamente fiorentino ed una moglie ballerina e nevrotica
  • promoter nei supermercati (una noia mortale)
  • venditrice di mobili per coppie che stavano per sposarsi
  • interprete in incontri d'affari per una ditta che vende stufe a gas
  • lucidatrice di una montagna di posate d'argento post banchettuali
  • autista per una professoressa universitaria che si era rotta una gamba
  • corniciaia nella campagna inglese
  • guida turistica per ricchi americani
  • restauratrice di mosaici a giro per il mondo
Aggiornerò l'elenco nel caso mi venisse in mente altro.
In tutto questo sono sempre stata, sono e resterò sempre una cuoca.
Arlecchino cuoco - Gian Domenico Ferretti (1692-1766)
Cucinare mi rilassa, mi commuove, mi fa viaggiare lontana, mi fa essere quello che veramente sono: una cuoca golosa e niente altro.
Esco trionfante dalla mia cucina, godo nel vedere le altrui papille pronte ad accogliere quell'angolo di paradiso che io sto per offrire. Mi esalto quando vedo cedere magre signorine davanti a cotanta bellezza olfattiva e visiva. Trovo il mio equilibrio quando il mio commensale chiede del pane per fare scarpetta mentre sta riempiendo il calice di vino per esaltare quello che io gli ho appena permesso di sperimentare. Questa è la mia pace. La mia meditazione tibetana mentre affondo la lama in quella polposa melanzana. E' mio il mantra l'allegro soffriggere della cipolla di Tropea nell'olio extravergine. E' il mio incenso benedetto l'odore della carni arrostite nel forno. Stancamente mi lascio andare nell'affondare le mani nella pasta madre che si sposa ogni volta con la farina e l'acqua in un miracolo d'amore.

Questo sarà il mio blog. Un delirio culinario.

L'estasi di Santa Teresa (1647-52) - Gian Lorenzo Bernini

Non aspettatevi quantità, foto delle fasi, professionalità. Non ci sarà niente di tutto questo.
Solo sensazioni. Sarà un blog...sensibile, o sensitivo. Scegliete voi.

Non avrà scadenze. Scriverò quando mi pare, quando troverò qualcosa che mi commuove e che sento che vale la pena condividere.

Avevo da tempo pensato ad un libro ma... sono una scrittrice o solo un'esaltata egocentrica che vuole condividere il suo povero sapere? Credo la seconda che ho detto.

Perciò eccomi qua a condividere il mio mondo culinario.
Vado a preparare la cena.

L'ultima Cena di Leonardo da Vinci - LEGO

 PS Per chi è in cerca di torte, stia alla larga da qua. Non mi piacciono, non le cucino e perciò non mi riescono.